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Il salone donore è
coperto da una volta articolata in nervature sottolineate da cornici
mistilinee e decorate con stucchi e figurazioni monocrome di putti
col corpo di pesce che reggono ghirlande di serti e foglie di
vite, nelle lunette sono raffigurate false finestre con prospettive
di scalinate e atrii e nel medaglione della
volta figure allegoriche che simboleggiano il trionfo dellagricoltura
e dellabbondanza. Da notare come lintera decorazione
si presenti con la propria ombra proiettata come se chi guarda
avesse la luce alle spalle. Laffresco centrale raffigura
una donna con cornucopia da cui escono spighe, un uomo vicino
ad un arpione e ad un libro con caratteri ebraici, una giovane
che in cielo regge un cerchio con simboli zodiacali (si riconoscono
i segni del Toro, dei Gemelli, del Cancro e del Leone). Infine
un ragazzo che presso un possibile aratro regge un cesto piatto
con spighe.
Le pareti sono scandite da una vivace decorazione costituita da
finte sovrapporte con vasi di fiori ed animali, ceste, vassoi
di frutta e da nicchie con figure allantica a monocromo
Nella parete orientale si possono osservare: ai lati busti monocromi
di Apollo cinto dalloro e di Minerva con corazza dec orata
dalla testa di Medusa; al centro, in un vano a trompe-loeil,
vaso di fiori, fagiano, cesto
di rape e fichi sparsi sul davanzale. Nella parete meridionale:
nel vano in prospettiva vaso di fiori, coniglietti bianchi e vaso
di palle di vetro colorate, nella nicchia centrale a monocromo
una figura di giovane allantica con corona di fiori sul
capo, appoggiato al giogo. Nellaltro vano in prospettiva
vaso di fiori, gufo, portafrutta con melograni. La parete occidentale
propone finta sovrapporta con vaso di fiori, vassoio dargento,
spighe, colombe e melone; in una delle due nicchie laterali una
giovane donna con peplo regge nella mano destra un nido di pellicano
che nutre con il suo sangue i piccoli, nella sinistra porta un
mazzetto di spighe. Nellaltra nicchia figura di uomo con
il caduceo e pelle di leone sulle spalle. Sulla parete settentrionale
nella nicchia al centro una donna vestita di peplo e con elaborata
acconciatura regge nella mano destra uno specchio. In un vano
vaso di fiori, pappagallo sul trespolo e va ssoio
di ciliegie e fragole, nellaltro, vaso di fiori, piatto
dargento con testa di Medusa, pernici e vaso di vetro e
metallo con coperchio piumato. I riquadri sono definiti in basso
da serti di fiori, frutti e foglie ai lati di una testa di ariete
di colore bianco su fondo blu, sotto le nicchie serti di foglie
di vite o di quercia.
Per la decorazione del loro palazzo, i Giriodi di Monastero non
si rivolsero ad un frescante locale ma a un pittore torinese:
Luigi Vacca, che a soli 26 anni realizzò gli affreschi
della dimora costigliolese. La decorazione del salone donore
del Vacca si sovrappone a quella del secondo Settecento, come
rivelano i saggi effettuasi nel corso del restauro. Il pittore
lasciò intatte le quadrature prospettiche e le architettute
a trompe-loeil che ripetono modelli decorativi adoperati
dai quadraturisti luganesi, Pier Antonio e Giovanni Pietro Pozzo.
Mentre il medaglione della volta appare rifatto, la decorazione
delle lunette e delle pareti appartiene al progetto del Vacca
che qui offrì un saggio di quanto aveva appreso. Nella
resa del colore e nella scioltezza della composizione si avverte
linfluenza dalla tavolozza di Van Loo e dei fratelli Valerani
che aveva avuto modo di ammirare a Stupinigi. La fresca ed esuberante
naturalezza e la viva policromia dei fiori, degli anim ali,
degli oggetti, che contrasta con le figure in monocromo, denunciano
un buon mestiere, attento allindagine realistica, propria
dei pittori ornemanistes che lavoravano nelle residenze reali.I
quattro personaggi nelle nicchie e le due figure nei tondi a monocromo
richiamano invece il gusto dellantico, lesotismo greco-romano,
che era stato anticipato, sotto il segno del tromp-loeil,
nella decorazione del palazzo di Riva presso Chieri. Vacca deriva
tale gusto dai suoi maestri, Collino e soprattutto Pécheux,
il quale nella ristrutturazione dellAccademia aveva istituzionalizzato
la pratica del disegno e la copia dallantico. Le quattro
figure nelle nicchie che, nonostante la presenza di alcuni attributi,
non possono essere identificate in un preciso personaggio mitologico,
sono da considerarsi come esercitazioni per una ricognizione della
statuaria classica. La passione antiquariale e la bravura acquisiti
da Vacca produrranno nel 1820 lo spettacolare complesso di Govone.
Per le lunette il modello è ancora Pécheux per lardita
impaginazione prospettica e per lo studio vigoroso dellanatomia;
ma agli elementi neoclassici si aggiungono cadenze neomanieristiche
e citazioni del 600 bolognese che arricchiscono la luminosit à
dei colori e attenuato la freddezza dellimpianto.
Da notare nella lunetta meridionale laggraziata figura del
fanciullo, colto, con immediatezza e grazia nel momento divertito
del gioco. Vacca, infatti, rivelò una particolare delicatezza
di tocco nella raffigurazione dei putti, ritratti dal vero in
atteggiamenti gioiosi, come si vede nella sala consigliare sempre
di Palazzo Giriodi di Monastero e in altre numerose sue opere.
I dipinti dei due lunettoni possono essere interpretati come la
rappresentazione delle età delluomo: in quello settentrionale,
il fanciullo che fa bolle di sapone può simboleggiare linfanzia,
mentre la ragazza con in mano un ramo di rose e lo sguardo volto
allorizzonte rappresenta la giovinezza e il futuro; in quello
meridionale, il guerriero con il leone è simbolo della
forza della maturità e il vecchio appoggiato al libro (sul
cui dorso sono siglate la data e la firma del pittore con la scritta
Luigi Vacca pinxit) è simbolo della saggezza
della vecchiaia.
Scheda a cura dellUfficio
Turistico del Comune di Costigliole Saluzzo
Costigliole Saluzzo, le dolci colline del Quagliano scheda
n.° 1/1, 2003
Rielaborazioni tratte dai seguenti testi:
Lea Antonioletti, Costigliole Saluzzo, un museo diffuso
S.S.S.A.E. Cuneo, 2000
Manuela Dossetti I Giriodi ed il loro palazzo, dattiloscritto
, 1998
Dopo avere dedicato due schede alle
più importanti sale di Palazzo Giriodi di Monastero, ovvero
il "Salone d'onore o dei ricevimenti" e la "Sala
delle Eroine bibliche", ci occuperemo ora delle altre sale
collocate in quello che è il piano nobile del palazzo stesso.
Sono sostanzialmente tre stanze, con affreschi certamente meno imponenti
di quelli già analizzati, ma comunque rappresentano pur sempre
opere di grande pregio artistico con una precisa valenza stilistica.

"Sala dello stemma" E' una piccola sala di ricevimento
o studio, di impronta maschile. In una finta volta di gusto baroccheggiante,
si notano quattro globi sormontati ognuno da un'aquila bianca. I
globi hanno colori e simboli dello stessa dei Giriodi (su campo
blu, un nastro a strisce bianche e rosse a spina di pesce e due
stelle dorate). L'aquila bianca imperiale che li sormonta rappresenta
Napoleone Bonaparte (ricordiamo che il palazzo venne completamente
riaffrescato nei primi anni dell'Ottocento, proprio sull'onda di
un certo gusto neo-classico proveniente dalla Francia napoleonica).
E' presumibile che questa decorazione sia leggermente posteriore
a quelle delle sale principali del palazzo in quanto Napoleone fu
incoronato imperatore solo nel dicembre del 1804. L'aquila regge
nel becco rispettivamente: una corona da conte, il motto dei Giriodi
(O.M.A.D. = oculos meos ad dominum, che potremmo interpretare con
"occhi sempre rivolti a Dio, al cielo"), un ramo d'ulivo
ed un vegetale non identificato. Suggestiva anche la decorazione
a contorno della parte bassa della stanza, dove sono rappresentati
soggetti militari e strumenti musicali sempre presenti nelle bande
militari dei vari eserciti. In questa sala, su una parete, è
collocato un dipinto di notevole fattura, attribuibile ad un pittore
piemontese dell' Ottocentesco, raffigurante "la morte di San
Giuseppe". Non appartiene alla quadreria originaria del palazzo:
era infatti collocato nella cappella della casa di riposo e, presumibilmente,
apparteneva alla famiglia dei Sarriod de La Tour che furono proprietari
dell'omonimo palazzo posto poco oltre quello dei Giriodi di Monastero.
"Sala del gazebo" la sala prende questo
nome in memoria d i
un gazebo che si trovava su di
un'isoletta al centro di un piccolo laghetto collocato in quello
che era l'originario, grandioso parco del palazzo. In effetti il
soffitto imita un leggero pergolato fiorito con uccelli sia locali
(pavone, fagiano) che esotici (pappagallo) e farfalle. Sembra appoggiarsi
ad una cornice con ghirlande che richiamo lo stesso tipo di fiori
e colori già visti nelle due sale più importanti del
palazzo. Ai quattro lati del soffitto sono state affrescate delle
danzatrici e suonatrici, forse da interpretarsi come ninfe dei cortei
bacchici.
Vi è discordanza sull'attribuzione di queste danzatrici all'opera
del Vacca. Da molti sono state ritenute troppo poco armoniose rispetto
al resto della sala, realizzato con uno stile meno leggiadro che
farebbe pensare all'opera di qualche suo allievo. Pare invece più
esatta l'attribuzione dei sovrapporte all'importante pittore piemontese.
Rappresentano Diana cacciatrice (ha l'arco in spalla) e Venere con
suo figlio Amore.
Nella visita a palazzo Giriodi di Monastero si possono ancora osservare
altre sale meno significative. Collocato a nord della "Sala
dello Stemma" troviamo uno studiolo di gusto femminile, decorato
con ghirlande di fiori nella cornice bassa delle pareti e con soggetti
tra il naturalistico ed il fantastico nel soffitto (coralli, vegetali
palustri, molli tralci di fiori) . Sul lato ad est sempre della
"Sala dello Stemma" una stanza con soffitto dalla decorazione
vegetale molle, elegante, di gusto "decadente".
Infine, nella sala successiva a quella del "Gazebo" troviamo
una sala con decorazioni che ben si adattano ad un boudoir femminile:
festoni, gioielli, piume, fiori.
Scheda a cura dell'Ufficio Turistico del
Comune di Costigliole Saluzzo
"Costigliole Saluzzo, le dolci colline del Quagliano
Rielaborazione tratta da:
Manuela Dossetti "I Giriodi ed il loro palazzo", dattiloscritto
, 1998
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