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Delegazione costigliolese al colle del Lys
Data di pubblicazione: 15/07/2010
ORAZIONE UFFICIALE AFFIDATA A CARLIN PETRINI. IL PATRON DI SLOW FOOD PARLA DI "NUOVA RESISTENZA" CONTRO I PARADOSSI DELLA GLOBALIZZAZIONE.
Una delegazione di amministratori costigliolesi ha partecipato alla cerimonia ufficiale del Colle del Lys, in ricordo dei 2024 caduti delle valli Chisone, Lanzo, Sangone e Susa, nel 65° anniversario della liberazione italiana dal dominio nazi-fascista.
“La nostra presenza – ha commentato Milva Rinaudo – ha voluto onorare i valori di libertà, democrazia e giustizia che questa cerimonia rappresenta e ha voluto sottolineare ancora una volta l’importanza della costruzione di una coscienza storica e civile”.
Il colle del Lys è un valico alpino a 1314 metri di altitudine che collega il comune di Viù, nelle valli di Lanzo, al comune di Rubiana, nella bassa valle di Susa. Per via della sua posizione strategica è passato alla storia della seconda guerra mondiale, in particolar modo per la strage del 2 luglio 1944 ed è diventato negli anni il simbolo della memoria di queste valli torinesi nella lotta per la libertà e del rispetto dei diritti.
La celebrazione di quest’anno ha voluto fortemente la presenza dei Comuni del cuneese, che sono stati invitati in veste di ospiti d’onore perché tra i primi che hanno dovuto subire la ferocia che ha caratterizzato l’ultima fase della seconda guerra mondiale e tra i primi che hanno reagito per difendere i valori di libertà e democrazia.
Così, a fianco delle numerose rappresentanze dei comuni torinesi, e delle delegazioni cuneesi, tra le quali quella di Alba, di Boves, di Cuneo e di Saluzzo, è stato citato nella cerimonia ufficiale il Comune di Costigliole Saluzzo inserito pure nel “libro d’onore”.
Nell’ottica di raccolta di stimoli per i progetti e le attività del futuro dell’associazione che si occupa della cerimonia, l’orazione ufficiale è stata affidata dagli organizzatori a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food. Petrini ha parlato di una “nuova resistenza”, di fronte ai paradossi di un sistema globalizzato che annienta i valori del territorio, cancella le radici e i saperi tramandati nella storia. Ha attirato l’attenzione del pubblico con la sua concretezza tutta cuneese, raccogliendo consensi specie quando si è chiesto cosa penserebbero gli uomini di quel tempo del mondo di oggi, di un mondo dove si spende di più per dimagrire che per mangiare, di un mondo che parla di turismo ma “cementifica” tutto il territorio più fertile, di un mondo che ai prodotti della terra preferisce pannelli fotovoltaici, di un mondo attento al prezzo ma non al valore delle cose.






